La botnet Storm
November 14th, 2007 — IppatsuMan
Una “botnet” indica in gergo informatico un gruppo di computer infetti da un trojan che permette a un cracker di controllare completamente da remoto il computer “zombie”.
Un classico uso di una botnet è quello di mandare spam: pubblicità per viagra, imitazioni di orologi, falsi diplomi, truffe pump-and-dump e quant’altro possono essere inviate a milioni di caselle email in poco tempo sfruttando una botnet. Un altro utilizzo è il lancio di attacchi DDoS: tutti i computer della botnet mandano richieste di collegamento a un unico server, saturandone la banda e bloccandone a tutti gli effetti l’accesso alla rete.
Una botnet che sta suscitando particolari preoccupazioni da Gennaio 2007 è la cosiddetta Storm Botnet, che prende nome dal trojan che l’ha creata (noto anche come Zhelatin, W32/Small.DAM, Trojan.Peacomm, Win32/Nuwar). Non ci sono stime realmente affidabili sulla dimensione della botnet: generalmente si pensa che sia formata da un numero compreso tra 1.000.000 e 50.000.000 di macchine Windows infette (anche se Brandon Enright ha sostenuto al Toorcon che potrebbero essere appena 160.000).
È importante notare che Storm non si diffonde sfruttando falle di sicurezza di Windows come è successo per altri worm come Nimda, Blaster o Code Red, ma usa unicamente il “social engineering”: si autoinvia ai contatti email trovati sulle macchine infette spacciandosi come una notizia politica, come un programma per scaricare musica gratis e così via. Ultimamente ha sfruttato un bug su youtube.com per inviare come messaggio personale un link che portava a un sito malizioso che si spacciava come correlato a Halo 3 che induceva la vittima a scaricare il trojan.
Gli effetti che permettono di stimare la dimensione della botnet sono preoccupanti: si stima che ogni giorno le macchine controllate da Storm inviino miliardi se non decine di miliardi di email; quando Artists Against 419 fu sottoposto a DDoS, l’attaccò superò i 400GiB all’ora – era quindi portato a segno da qualcosa come 300.000 macchine con connessione ADSL.
Finalmente il Mac OS ha raggiunto la massa critica e è diventato un sistema operativo diffuso. La prova del 9 è data dal fatto che per la prima volta si è osservato “in the wild” un trojan per Mac OS X.
C’è stata una piccola tempesta nei vari blog/siti 2.0/del.icio.us/newswine (…) relativo alla supposizione che *ubuntu possa portare a un logoramento prematuro degli hard disk.
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Essendo una versione beta, ci sono anche un po’ di bug: