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Accelerare Firefox 3 ripulendo il suo database

Firefox icon by everaldo.comCon Firefox 3.0 è stata introdotta la “Awesome Bar”: la barra degli indirizzi intelligente che può essere utilizzata come navigatore della cronologia.

Questa funzionalità fa un uso piuttosto intenso dei database intensi di Firefox, e con il tempo può diventare piuttosto lenta. È possibile però “ripulire” il database per ritornare ad avere buone performance. Per farlo:

  1. Dal menu Tools (Strumenti) selezionate Error Console (Console degli errori)
  2. Nella casella Code (Codice) inserite la seguente istruzione su un unico rigo:
    Components.classes["@mozilla.org/browser/nav-history-service;1"].getService(Components.interfaces.nsPIPlacesDatabase).DBConnection.executeSimpleSQL("VACUUM");
  3. Cliccate su Evaluate (Valuta): l’interfaccia grafica si bloccherà per alcuni secondi mentre i database di Firefox vengono riorganizzati.

Al termine dell’operazione la awesome bar di Firefox dovrebbe tornare ad avere buone prestazioni.

Usare SSH come server proxy

Web icon by everaldo.comPuò capitare che si disponga di un server a cui si dispone di accesso via SSH e si desideri utilizzarlo come server proxy per la navigazione sul web.

Il client SSH rende semplice questa operazione: permette di mettere in ascolto sulla macchina locale un server proxy SOCKS che rigirerà al server remoto tutte le richieste di connessione all’interno del “tunnel” SSH.

Supponendo di voler mettere in ascolto sulla porta locale 8080 il server proxy, che la macchina remota abbia IP 10.0.0.1 e che il nome utente remoto sia mrossi il comando da lanciare è:

ssh -D 8080 -Nf mrossi@10.0.0.1

(se il nome utente attuale è uguale a quello sulla macchina remota si può tralasciare la stringa mrossi@).

Una breve spiegazione degli switch utilizzati con SSH:

  • -D 8080: indica la volontà di creare un proxy SOCKS in ascolto sulla porta 8080 sull’indirizzo di loopback (127.0.0.1). Opzionalmente si può specificare qualunque indirizzo locale su cui mettersi in ascolto;
  • -N: indica a SSH che non si desidera eseguire alcun comando;
  • -f: fa sì che subito dopo l’autenticazione SSH vada in background.

Una volta eseguito il comando si può configurare il proprio browser per utilizzare il proxy SOCKS in ascolto su 127.0.0.1:8080. Se il vostro browser è Firefox potete utilizzare FoxyProxy per gestire facilmente i proxy.

Chi sta accedendo al disco? Monitorare l’uso dell’I/O.

HardDisk icon by everaldo.com Una feature molto comoda del task manager di Windows è quella che permette di visualizzare quali processi stanno scrivendo su disco e in quale misura. È possibile ottenere queste informazioni anche su Linux. Un metodo rapido per ottenere un’informazione del genere è eseguire da root:

echo 1 > /proc/sys/vm/block_dump

Eseguendo dmesg sarà possibile avere un colpo d’occhio di quali processi stiano effettuando burst di scritture, con un output simile a questo:

[  409.805443] firefox-bin(4288): WRITE block 25335048 on sda7
[  409.805468] firefox-bin(4288): WRITE block 25335112 on sda7
[  409.805493] firefox-bin(4288): WRITE block 25335136 on sda7
[  409.805520] firefox-bin(4288): WRITE block 25335176 on sda7
[  409.805589] kjournald2(729): WRITE block 17053608 on sda7
[  409.805608] kjournald2(729): WRITE block 17053616 on sda7
[  409.805620] kjournald2(729): WRITE block 17053624 on sda7
[  409.805631] kjournald2(729): WRITE block 17053632 on sda7
[  409.805642] kjournald2(729): WRITE block 17053640 on sda7
[  409.810454] kjournald2(729): WRITE block 17053648 on sda7
[  409.963898] firefox-bin(4288): dirtied inode 3198 (places.sqlite-journal) on sda7
[  410.004105] pdflush(23): WRITE block 16922864 on sda7
[  410.004257] pdflush(23): dirtied inode 10220 (plasma_theme_default.data) on sda7
[  410.004291] pdflush(23): WRITE block 36789872 on sda7
[  410.004310] pdflush(23): WRITE block 36789880 on sda7

Piccola nota: pdflush è il demone che si occupa di scrivere su disco le scritture rinviate dal kernel per motivi di performance, kjournald(2) si occupa di mantenere aggiornato il journal del filesystem ed è normale che siano spesso presenti. Questo output tuttavia non è di comoda lettura. Una alternativa è data dal software iotop, installabile con Synaptic, aptitude o il packet manager della distribuzione che preferite. Avviandolo con:

iotop -o

Si otterrà un output di questo tipo:
che mostra i quattro processi che hanno effettuato operazioni di I/O nel periodo di campionamento. In questo caso sono il già citato pdflush e wget che hanno effettuato delle scritture, mentre svn ha effettuato una lettura.

Le colonne di iotop mostrano nell’ordine:

  • il PID del processo;
  • la velocità di lettura nel periodo di campionamento (di default 1 secondo);
  • la velocità di scrittura nel periodo di campionamento;
  • il tempo impiegato per lo swapping;
  • il tempo atteso per l’accesso all’I/O;
  • il nome del processo e i suoi argomenti.

Il manuale di iotop indica gli switch utili per un uso più mirato di questo ottimo strumento.

Nuovi hash cercasi

Il primo Novembre è terminata la prima fase del concorso indetto dal Natiolan Institute of Standards and Technology (NIST). È scaduto infatti il termine entro il quale presentare proposte di algoritmi di hashing per sostituire lo scricchiolante SHA-1 e creare il nuovo SHA-3. Non sono disponibili dati sul numero di “concorrenti”, ma si suppone che siano tra i 30 e i 50. Mentre scrivo sono disponibili le descrizioni di 20 algoritmi sul wiki dell’Institut für Angewandte Informationsverarbeitung und Kommunikation (IAIK, Institute for Applied Information Processing and Communications) dell’università tecnica di Graz.

Il concorso è stato indetto dal NIST nel 2007, per designare il successore dell’algoritmo di hashing SHA-1, ritenuto poco sicuro soprattutto a causa dell’attacco studiato da Xiaoyun Wang (王小云), che permette di trovare una collisione con 263 operazioni, contro le 280 operazioni che sarebbero necessarie. Il successore attuale di SHA-1 è SHA-2 e la sua famiglia (SHA-224, SHA-256, SHA-384 e SHA-512). Gli hash di SHA-2 sono però dello stesso tipo di SHA-1, per cui la comunità crittografica non ritiene saggio fidarsi sul lungo periodo di tali algoritmi. Per questo motivo si è deciso di creare il nuovo SHA-3, che dovrebbe essere annunciato nel 2012.

Tra le proposte più discusse c’è Skein, creato da Bruce Schneier – co-sviluppatore di Twofish – insieme a universitari e sviluppatori di Intel e Microsoft. L’algoritmo è estremamente veloce (500MiB/sec per core su un Core 2 Duo x64 3.1 GHz, veloce il triplo di SHA-512 e quasi il doppio di SHA-256) e snello (è possibile implementare Skein-512 con 200 byte di stato e Skein-256 con soli 100 byte), e utilizza primitive simili a quelle usate da SHA-2.

Degno di nota è anche MD6, sviluppato da un team del MIT guidato da Ron L. Rivest, noto per essere stato co-autore di RSA, MD4, MD5 e RC6 (uno degli algoritmi finalisti per lo standard AES). MD6 ha un design tradizionale, è relativamente lento (che può non essere solo uno svantaggio per un algoritmo di hashing) e è studiato per funzionare bene su sistemi paralleli.

La squadra Danese e Austriaca che ha progettato Serpent (finalista AES) e trovato vulnerabilità in SHA-1 e GOST ha inviato come proposta Grøstl, la cui architettura si discosta nettamente da quella di SHA, pur rimanendo veloce come SHA-2. Ci si attende una proposta anche da Joan Daemen e Vincent Rijmen, creatori di Rijndael (vincitore di AES), ma non sono ancora disponibili informazioni a riguardo.

Molte proposte sembrano di sviluppatori amatoriali. L’algoritmo WaMM è stato dimostrato vulnerabile in meno di 24 ore. Geoffrey Park, seguendo le idee di Stephen Wolfram, ha sviluppato un hash, NKS2D, interamente basato sugli automi cellulari, ma è inevitabilmente lento e non è possibile dimostrarne formalmente la sicurezza.

Non sono noti i criteri con cui verrà selezionao il vincitore. Il prossimo passo è la “SHA-3 Candidate Conference” che verrà tenuta a Febbraio 2009.

Pimp My MPlayer

MPlayer è il player per video che uso di più in assoluto. Non è amichevole come Kaffeine o VLC, ma fa benissimo il suo lavoro. Martin Ankerl ha pubblicato sul suo blog un po’ di trucchi per personalizzare MPlayer. Riporto qui quelli che ho trovato più interessanti:

Evitare i salti

Se la CPU è sotto sforzo, il video di MPlayer potrebbe non essere fluido. La situazione è segnalata da questo messaggio:

Linux RTC init error in ioctl (rtc_irqp_set 1024): Permission denied
Try adding "echo 1024 > /proc/sys/dev/rtc/max-user-freq" to your system startup scripts.

Per risolvere il problema si può eseguire da una console di root (ottenuta con sudo -i su Ubuntu e derivate o con su su altre distribuzioni):

echo 1024 > /proc/sys/dev/rtc/max-user-freq

o, per mantenere permanentemente l’impostazione, modificate il file /etc/sysctl.conf e aggiungete questa riga:

dev.rtc.max-user-freq=1024

dopodiché eseguite:

sudo sysctl -p

o riavviate per usare le nuove impostazioni.

Streaming fluido

Guardando video in streaming o da DVD può capitare che il playback salti. Per rimediare si può istruire MPlayer affinché mantenga una cache più grande per il buffering. Modificate il file ~/.mplayer/config e aggiungete le seguenti righe:

cache=8192
cache-min=4

La prima riga specifica un buffer di 8MiB, la seconda indica a MPlayer che il buffer deve essere pieno almeno al 4% (circa 327KiB) prima di eseguire la riproduzione dello stream audio/video.

Output video

Usate xv come output video, è quello che permette una visualizzazione a schermo più veloce. Per farlo aggiungete al file ~/.mplayer/config:

vo=xv

Se non dovesse funzionare provate vo=gl2 oppure, se avete una scheda ATI con driver proprietari fglrx, fate riferimento a questo mio post: Problemi con MPlayer e ATI.

Aspect ratio

Se avete un monitor 16:10 aggiungete al solito file di configurazione la riga

monitoraspect=16:10

anche se in genere non dovrebbe essercene bisogno e MPlayer dovrebbe individuare correttamente l’aspect ratio del monitor.

Volume troppo alto o troppo basso

Si può fare in modo che MPlayer normalizzi il volume dello stream audio, utile quando la traccia è troppo bassa o troppo alta. Per farlo aggiungere a ~/.mplayer/config la riga:

af=volnorm

Font dei sottotitoli

Per cambiare il font dei sottotitoli, copiate il file .ttf del font che desiderate in ~/.mplayer/subfont.ttf. Ad esempio per usare DejaVu Sans eseguite:

cp /usr/share/fonts/truetype/ttf-dejavu/DejaVuSans.ttf ~/.mplayer/config

Dimensione dei sottotitoli

Per cambiare la dimensione dei sottotitoli modificate ~/.mplayer/subfont.ttf aggiungendo:

subfont-text-scale=3

Provate valori diversi per trovare l’impostazione più di vostro gusto.

Tasti rapidi

Per l’uso comune:

  • f: attiva/disattiva la modalità fullscreen
  • ESC,q: termina MPlayer
  • barra spaziatrice,p: mette in pausa/riattiva il playback
  • j: cicla tra i sottotitoli
  • o: mostra/nasconde l’OSD (On Screen Display) con la posizione corrente
  • +,-: anticipa/ritarda lo stream audio rispetto al video, utile nei filmati con audio non in sync
  • [,]: diminuisce/aumenta la velocità di playback

Per spostarsi nello stream:

  • sinistra: indietro di 10 secondi
  • destra: avanti di 10 secondi
  • su: avanti di un minuto
  • giù: indietro di un minuto
  • PgUp (o Pag Su): avanti di 10 minuti
  • PgDn (o Pag Giù): indietro di 10 minuti
  • .: avanti di un frame (p per tornare al playback normale)

Twitter da bash

Usate Twitter e da bravi nerd/geek volete utilizzarlo direttamente da bash? Ecco uno script che usa cURL:

#!/bin/bash
#
# Twitter Update
#
# Requires: cURL http://curl.haxx.se/
# By Guillermo Antonio Amaral Bastidas < gamaral@guillermoamaral.com >
#

### CONFIGURE ###

declare -rx USERNAME="YOUR_USERNAME"
declare -rx PASSWORD="YOUR_PASSWORD"

### DONT MODIFY ###

declare -x STATUS="$@"

curl 'http://twitter.com/statuses/update.xml' \
    -u ${USERNAME}:${PASSWORD} \
    -d "status=${STATUS}" > /dev/null 2> /dev/null

# EOF

Inserite il vostro nome utente e password nelle apposite variabili, rendetelo eseguibile con chmod u+x twitter.sh e usatelo:

./twitter.sh Frase da inviare a twitter

Uso perverso:

PROMPT_COMMAND='/path/di/twitter.sh $(history | tail -n 1)'

così potrete davvero far sapere cosa state facendo in questo momento! (Attenzione: era un geek joke, se lo capite vuol dire che ora di fare una passeggiata fuori).

Look nativo su Skype

La versione per Linux di Skype è costruita sul toolkit Qt, per cui si integra particolarmente bene nel look & feel di KDE. Skype però forza il tema “cleanlooks”, mentre le versioni più recenti di Kubuntu usano il tema Plastic (su KDE 3.5.9) o Oxygen (su KDE 4), per cui l’aspetto finale “stona” un po’ con il tema di default. Per fortuna si può costringere Skype a utilizzare il look & feel predefinito del sistema. Per farlo è sufficiente lanciarlo aggiungendo lo switch --disable-cleanlooks:

skype --disable-cleanlooks

L’aspetto di Skype su KDE4 è quello che potete vedere nello screenshot qui sotto.

Convertire le immagini CCD/IMG/SUB in ISO

Non ho fatto in tempo a scrivere il post precedente quando è saltato fuori che l’immagine che dovevo montare non era .cue/.bin ma .ccd/.img/.sub , il formato utilizzato da CloneCD. Per convertire l’immagine in .iso ci viene in soccorso il programma ccd2iso, che potete scaricare da qui: http://downloads.sourceforge.net/ccd2iso/ccd2iso-0.3.tar.gz.

Installate il compilatore e le librerie eseguendo:

sudo aptitude install build-essential

Scompattate il file appena scaricato, eseguite il configure, compilatelo e installatelo:

tar xvf ccd2iso-0.3.tar.gz
cd ccd2iso-0.3
./configure
make
sudo make install

Adesso potrete usare il comand ccd2iso. Per convertire l’immagine image.img in .iso eseguite:

ccd2iso image.img image.iso

Dopo un po’ l’immagine image.iso sarà pronta, e potrete montarla (supponendo che la cartella /mnt/virtcd esista già):

sudo mount -t iso9660 -o loop image.iso /mount/virtcd

Montare immagini CD .bin/.cue su Linux

Oggi avevo bisogno di montare su Kubuntu l’immagine di un cd. Purtroppo l’immagine non era nel classico formato .iso, ma in formato .bin con allegato .cue. Non avendo voglia di installare cdemu o AcetoneISO, mi sono attrezzato per convertire l’immagine .bin/.cue in una più classica .iso. Il programma in questione è bchunk, un vecchio programma che fa ancora egregiamente il suo lavoro. Per installarlo (su Ubuntu, Kubuntu e tutte le derivate Debian) eseguite:

sudo aptitude install bchunk

per le altre distribuzioni (Mandriva, Fedora, Gentoo) usate i tool più opportuni (yum, emerge, …).
Supponendo di voler convertire i file image.bin e image.cue in image.iso, eseguite questo comando:

bchunk image.bin image.cue image.iso

e così verrà creata l’immagine iso equivalente. Per montare l’immagine ad esempio nella cartella /mount/virtcd (che deve già esistere) eseguite:

sudo mount -t iso9660 -o loop image.iso /mount/virtcd

L’iso sarà montata e utilizzabile come una normale cartella.

Usare il sistema di stampa di KDE in Firefox

Firefox icon by everaldo.comSu Linux Firefox utilizza una sua finestra di dialogo per la stampa delle pagine web, che può essere un po’ limitativa. È abbastanza facile però convicerlo a utilizzare il sistema di stampa di KDE. Per farlo eseguite queste operazioni:

  1. Nella barra degli indirizzi di Firefox digitate about:config e premete invio
  2. Cliccate con il tasto destro su una riga qualunque e scegliete New->String
  3. Nella prima finestra di dialogo che comparirà selezionate inserite print.printer_PostScript/default.print_command (esattamente come indicato qui, maiuscole e minuscole sono importanti!) e cliccate su Ok
  4. Nella seconda finestra di dialogo che apparirà inserite kprinter e cliccate su Ok
  5. Chiudete la linguetta di about:config

Adesso quando vorrete stampare qualcosa da Firefox nella vecchia finestra di dialogo selezionate PostScript/default e si avvierà il sistema di stampa di KDE, dove potrete usare normalmente la vostra stampante (o anche le stampanti virtuali che vi permettono di inviare la pagina come allegato pdf via mail, inviarla via fax e così via).