Accelerare Firefox 3 ripulendo il suo database

Firefox icon by everaldo.comCon Firefox 3.0 è stata introdotta la “Awesome Bar”: la barra degli indirizzi intelligente che può essere utilizzata come navigatore della cronologia.

Questa funzionalità fa un uso piuttosto intenso dei database intensi di Firefox, e con il tempo può diventare piuttosto lenta. È possibile però “ripulire” il database per ritornare ad avere buone performance. Per farlo:

  1. Dal menu Tools (Strumenti) selezionate Error Console (Console degli errori)
  2. Nella casella Code (Codice) inserite la seguente istruzione su un unico rigo:
    Components.classes["@mozilla.org/browser/nav-history-service;1"].getService(Components.interfaces.nsPIPlacesDatabase).DBConnection.executeSimpleSQL("VACUUM");
  3. Cliccate su Evaluate (Valuta): l’interfaccia grafica si bloccherà per alcuni secondi mentre i database di Firefox vengono riorganizzati.

Al termine dell’operazione la awesome bar di Firefox dovrebbe tornare ad avere buone prestazioni.

Exploit per Microsoft Server Message Block (SMB)

Encrypted

Il 7 Settembre Laurent Graffié ha pubblicato sulla mailing list Full Disclosure un attacco per Windows Vista, Windows 7 RC e Windows Server 2008 in grado di causare un BSoD da remoto (post originale, security advisory della Microsoft, CVE-2009-3103).

Meno di 24 ore fa H.D. Moore ha aggiunto al codice su SVN di Metasploit un modulo che consente l’esecuzione arbitraria di codice sfruttando lo stesso bug (codice). L’exploit è stato sviluppato da Stephen Fewer.

Al momento non esistono patch e l’unica protezione possibile è disabilitare SMB. L’articolo KB975497 sulla Knowledge Base di Microsoft spiega come fare.

Mac vs. DOS

Copertina “Bustina di Minerva”Riporto qui una deliziosa Bustina di Minerva di Umberto Eco, datata 1994.

Non si è mai riflettuto abbastanza sulla nuova lotta di religione che sta sotterraneamente modificando il mondo contemporaneo.

l fatto è che ormai il mondo si divide tra utenti del computer Macintosh e utenti dei computer compatibili col sistema operativo Ms-Dos. È mia profonda persuasione che il Macintosh sia cattolico e il Dos protestante. Anzi, il Macintosh è cattolico controriformista, e risente della “ratio studiorum” dei gesuiti. È festoso, amichevole, conciliante, dice al fedele come deve procedere passo per passo per raggiungere – se non il regno dei cieli – il momento della stampa finale del documento. È catechistico, l’essenza della rivelazione è risolta in formule compensibili e in icone sontuose. Tutti hanno diritto alla salvezza.

Il Dos è protestante, addirittura calvinista. Prevede una libera interpretazione delle scritture, chiede decisioni personali e sofferte, impone una ermeneutica sottile, dà per scontato che la salvezza non è alla portata di tutti. Per far funzionare il sistema si richiedono atti personali di interpretazione del programma: lontano dalla comunità barocca dei festanti, l’utente è chiuso nella solitudine del proprio rovello interiore.

Si si obbietterà che, col passaggio a Windows (n.d.IppatsuMan: 3.1), l’universo Dos si è avvicinato alla tolleranza controriformistica del Macintosh. È vero: Windows rappresenta uno scisma di tipo anglicano, grandi cerimoni nella cattedrale, ma possibilità di subitanei ritorni al Dos per modificare un sacco di cose in base a bizzarre decisioni: in fin dei conti si può conferire il sacerdozio anche alle donne e ai gay.

Naturalmente cattolicesimo e protestantesimo dei due sistemi non hanno nulla a che fare con le posizioni culturali e religiose degli utenti. Ho scoperto un giorno che il severo e tormentato Fortini usa il Macintosh, cose da non credere. Però c’è da chiedersi se alla lontana, con il tempo e con le nespole, l’uso di un sistema piuttosto che l’altro non porti anche a profonde modificazioni interiori. Davvero si può usare il Dos e tifare per la Vandea? E inoltre: Céline avrebbe scritto con Word, Word Perfect o Wordstar? Cartesio avrebbe programmato in Pascal?

È il linguaggio macchina, che decide al di sotto del destino di entrambi i sistemi o ambienti che dir si voglia? Eh, quello è veterotestamentario, talmudico e cabalistico. Ahi, sempre la lobby ebraica…

1994

Questa bustina è di sei anni fa. Nel frattempo le cose sono cambiate. I vari releases hanno portato Windows 95 e 98 a diventare decisamente cattolico-tridentini, insieme a Mac. La fiaccola del protestantesimo è passata nella mani di Linux. Ma l’opposizione rimane valida. (1999)

Prendetela per la meravigliosa chicca informatico-storico-teologico-letteraria che è. Per chi volesse comprare il libro: Eco, Umberto “La Bustina di Minerva” Milano, Bompiani 2000.

La botnet Storm

Virus by everaldo.comUna “botnet” indica in gergo informatico un gruppo di computer infetti da un trojan che permette a un cracker di controllare completamente da remoto il computer “zombie”.

Un classico uso di una botnet è quello di mandare spam: pubblicità per viagra, imitazioni di orologi, falsi diplomi, truffe pump-and-dump e quant’altro possono essere inviate a milioni di caselle email in poco tempo sfruttando una botnet. Un altro utilizzo è il lancio di attacchi DDoS: tutti i computer della botnet mandano richieste di collegamento a un unico server, saturandone la banda e bloccandone a tutti gli effetti l’accesso alla rete.

Una botnet che sta suscitando particolari preoccupazioni da Gennaio 2007 è la cosiddetta Storm Botnet, che prende nome dal trojan che l’ha creata (noto anche come Zhelatin, W32/Small.DAM, Trojan.Peacomm, Win32/Nuwar). Non ci sono stime realmente affidabili sulla dimensione della botnet: generalmente si pensa che sia formata da un numero compreso tra 1.000.000 e 50.000.000 di macchine Windows infette (anche se Brandon Enright ha sostenuto al Toorcon che potrebbero essere appena 160.000).

È importante notare che Storm non si diffonde sfruttando falle di sicurezza di Windows come è successo per altri worm come Nimda, Blaster o Code Red, ma usa unicamente il “social engineering”: si autoinvia ai contatti email trovati sulle macchine infette spacciandosi come una notizia politica, come un programma per scaricare musica gratis e così via. Ultimamente ha sfruttato un bug su youtube.com per inviare come messaggio personale un link che portava a un sito malizioso che si spacciava come correlato a Halo 3 che induceva la vittima a scaricare il trojan.

Gli effetti che permettono di stimare la dimensione della botnet sono preoccupanti: si stima che ogni giorno le macchine controllate da Storm inviino miliardi se non decine di miliardi di email; quando Artists Against 419 fu sottoposto a DDoS, l’attaccò superò i 400GiB all’ora – era quindi portato a segno da qualcosa come 300.000 macchine con connessione ADSL.

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